mercoledì 28 febbraio 2007
Mostro marino?
strong storm in the Sea of Azov. The shark-looking creature was producing strange squeaky sounds.
The fishermen originally believed that they had caught an alien and decided to film the monster with the
help of a cell phone camera. The footage clearly shows the creatures' head, body and long tail.
The bizarre catch was weighing almost 100 kilograms, the Komsomolskaya Pravda reports.
However, ufologists and scientists were greatly disappointed when they found out that the fishermen
had eaten the monster. They said that they were not scared of the creature so they decided to use it
as food. One of the men said that it was the most delicious dish he had ever eaten.
venerdì 23 febbraio 2007
Rimbaud - Romanzo
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ROMANZO
I
Non si può essere seri a diciassette anni.
Una sera al diavolo birra e limonate
E i chiassosi caffè dalle luci splendenti!
Te ne vai sotto i verdi tigli del viale.
Come profumano i tigli nelle serate di giugno!
L'aria talvolta è così dolce che chiudi gli occhi;
Il vento è pieno di suoni – la città non lontana –
E profuma di vigna e di birra...
II
Ed ecco che si scorge un piccolo brandello
D'azzurro scuro, incorniciato da un piccolo ramo,
Punteggiato da una cattiva stella, che si fonde
Con dolci brividi, piccola e tutta bianca...
Notte di giugno! Diciassette anni! Ti lasci inebriare.
La linfa è uno champagne che ti sale alla testa...
Si vaneggia; e ti senti alle labbra un bacio
Che palpita come una bestiolina...
III
Il cuore, folle Robinson nei romanzi,
Quando, nel chiarore di un pallido fanale,
Passa una signorina dall'aria incantevole,
All'ombra del terrificante colletto paterno...
E siccome ti trova immensamente ingenuo
Trotterellando nei suoi stivaletti,
Si volta, lesta, con movimento vivace...
E sulle tue labbra muoiono le cavatine
IV
E sei innamorato. Preso fino al mese d'agosto.
Sei innamorato. I tuoi sonetti la fan ridere.
Gli amici se ne vanno. Sei di pessimo gusto.
Poi l'adorata una sera si è degnata di scrivere...!
Quella sera... torni ai caffè splendenti,
Ordini birra o limonata...
Non si può essere seri a diciassette anni
Quando i tigli sono verdi lungo il viale.
domenica 11 febbraio 2007
A' Rebours
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You sent for me
I was knock knock knocking on death's door
You ignore, adore, a rebours me
You leave me washed up begging for more
If you really cared for me
Ah you'd let me be
You'd set me free
But what you robbed me of is my...
Oh is my liberty
The curtain was calling
You were there blewn away and a rebours
In the mirror bawling
If you want it so much you are gonna have it all
Ah if you really cared for me
Christ knows you'd let me be
You'd set me free
I'm too polite to say...
I defy you all
You know twice as much as nothing at all
It's still nothing at all
I can defy us all
Tides are now turned and hammered it all
Hammered it all
Ah, no, ah no, ah no...
I've been running round this world too much, girl
Pretending not to see
What's drilling me, it's killing me
Oh no, I think I understand
What I misunderstood before
How your love gives me so much more
I am free again, I can see again..
But if I should fall
Would you vow today to pay tomorrow
The fucked off big debt I owe to sorrow...
Ah, oh... sorrow... sorrow...
Ah, oh... sorrow
Ah, no, ah no, ah no...
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A RITROSO
Tu mi hai mandato a chiamare
Ho bussato bussato bussato alla porta della Morte
Tu mi ignori, mi adori a ritroso
Tu mi hai lasciato a terra chiedendo di più
Se davvero te ne importasse di me
Ah, mi lasceresti
Mi lasceresti libero
Ma quello che mi hai rubato è la mia
Oh la mia libertà
Il sipario stava calando
Tu eri qui e sei volata via a ritroso
Nel pianto dello specchio
Se lo vuoi sul serio l'avrai di sicuro
Ah se davvero te ne importasse di me
Cristo sa che mi lasceresti
Mi lasceresti libero
Sono troppo educato per dirlo...
Io vi sfido tutti
Tu sai che due volte sono troppo e troppo poco
Non vuol dire ancora nulla
Io vi posso sfidare tutti
Le maree adesso travolgono e martellano tutto
Martellano tutto
Ah, no, ah no, ah no...
Ho corso troppo per questo mondo, ragazza
Fingendo di non vedere
Cosa mi trivella, mi uccide
Oh no, penso di capire
Quello che non capivo prima
Come il tuo amore mi dà troppo
Sono di nuovo libero, posso vedere di nuovo...
Ma se dovessi cadere
Prometteresti oggi di pagare domani
Il debito fottutamente gravoso che ho contratto con la sofferenza...
Ah, oh... sofferenza... sofferenza...
Ah, oh... sofferenza
Ah, no, ah no, ah no...
martedì 9 gennaio 2007
Il gatto diventa... bassotto
E’ di taglia media, con zampe corte che lo rendono inadatto a saltare, ha la testa un po'
triangolare dai contorni arrotondati, muso sottile, fronte piatta, orecchie larghe e dritte, occhi grandi; è il gatto-bassotto, frutto di una mutazione spontanea avvenuta negli Stati Uniti, visto per la prima volta in Italia a Padova, in occasione dell'Esposizione internazionale del gatto di razza pregiata.
Questa razza si chiama Munchkin, in omaggio ai nani di Munchkin del film "Il mago di Oz", ed è stata presentata dall'allevatrice di Valdobbiadene Emanuela Nardin. Questa razza, che non è riconosciuta dalla Federazione Felina Internazionale (la principale al mondo, di cui fa parte l'Anfi italiana sotto il cui controllo si svolge l'evento padovano), ma solo dall'associazione americana Tica (International Cat Association, la seconda a livello mondiale).
Presentato al pubblico per la prima volta a New York nel 1991 il gatto bassotto esisteva in
Inghilterra già negli anni Trenta. Durante la guerra se ne sono perse le tracce, mentre un esemplare è stato segnalato nel '53 a Staligrado. Oltre alle zampe corte il Munchkin ha un corpo largo e la coda tenuta alta. Quando il micio è in piedi, le zampe posteriori si mostrano più lunghe delle anteriori. Forse non è bellissimo, ma è sicuramente uno degli esemplari più curiosi del mondo felino.
sabato 6 gennaio 2007
The Stooges - The Stooges
The Stooges (1969)
***** 90/100
E' proprio a Detroit che nascono gli Stooges, gruppo guidato dal frontman Iggy Pop (che definire carismatico è un eufemismo) che sul finire degli anni Sessanta cambiò il corso della storia della musica, proponendo una personale rivisitazione del rock degli anni Sessanta, Jimi Hendrix e i Doors, esasperandone la componente decadentista e sguaiatamente disperata.
“The Stooges”, semplicemente così si intitola il primo album dei quattro, è il manifesto della noia e dell'insoddisfazione generazionale cui la band dell'”Iguana” si fanno portabandiera, un'esplorazione negli anfratti più oscuri e desolanti della psiche umana, una caduta senza appigli nelle bolge infernali, dove non c'è alcuna speranza di salvezza o di auto-realizzazione.
Tutto appare già chiaro fin dal primo riff di chitarra dell'album, quello che dà il via alla opening-track “1969”: la chitarra è distorta come non mai e magnificamente rappresenta la frustrazione di una generazione di sconfitti ancora prima di nascere, una generazione “no future”, così come la nomineranno poi i Sex Pistols, quasi un decennio dopo; tutta l'insoddisfazione della band è rappresentata divinamente dalla voce sguaiata di Iggy Pop che pronuncia con disillusione la frase culminante: “It's another year for me and you/Another year with nothing to do“ (“E' un altro anno per me e per te/un altro anno senza niente da fare”). Con la seconda traccia si toccano gli apici della depravazione e della ricerca di un'anarchia autodistruttiva: “I Wanna Be Your Dog” è il manifesto perfetto del punk-prima-del-punk, una canzone violentissima caratterizzata da un riff paurosamente compatto e ipnotico, che ci trasporta direttamente al centro di un vortice di eccessi ed esagerazioni; il pezzo esplode con il furente ritornello che ripete per tre volte di fila, con rabbia sempre maggiore, l'aspirazione di Iggy a ridursi ad un oggetto di sfogo sessuale, sebbene poi nella seconda strofa venga fuori tutta la poetica quasi decadentista dell'”Iguana” (“Now I'm ready to close my eyes/And now I'm ready to close my mind/And now I'm ready to feel your hand/And lose my heart on the burning sands”, ovvero “Adesso sono pronto a chiudere gli occhi/E adesso sono pronto a non pensare più a niente/E adesso sono pronto a sentire la tua mano/E a perdere il mio cuore tra le sabbie roventi”).
Il terzo episodio dell'album, “We Will Fall” è un pezzo tantra lungo dieci minuti che ricorda i deliri di Jim Morrison: sembra di essere in mezzo ad una seduta spiritica nella quale l'”Iguana” è il medium, un medium dannatamente inquietante che ci racconta le sue aspirazione di uno squallido amore consumato nella stanza 121 di un infimo motel, chiudendo il brano con una frustrante considerazione: sono le sei del mattino, è tempo di chiudere questa parentesi amorosa e di ritornare alla noia di tutti i giorni, addio.
Si ritorna al punk con “No Fun”, tanto è vero che i Sex Pistols chiusero il proprio ultimo concerto proprio con questa cover: nella prima parte della canzone Iggy, sempre supportato strumentalmente dai suoi degni accompagnatori, ci mostra l'inutilità e la disperata solitudine del genere umano (“No fun to hang around/Feeling that same old way”, “Nessun divertimento ad andare in giro/Sentendosi sempre allo stesso modo”), nella seconda strofa invece, dopo aver ribadito il concetto, lancia una disillusa invettiva al ritmo della vita di tutti i giorni, che non fa altro che aumentare la frustrazione di una vita senza realizzazioni (“Well maybe go out/Maybe stay home/Maybe call Mom on the telephone/Well come on, well come on, well come on..........”, ovvero “Potrei uscire/Potrei stare a casa/Potrei chiamare mamma al telefono/Andiamo avanti così, andiamo avanti così, andiamo avanti così........”).
Con “Real Cool Time” ritorna in primo piano il desiderio di amore, o meglio di sesso, di Iggy Pop, il quale canta (o meglio: ulula) con la solita intonazione tediosa la sua brama di fissare un appuntamento: lo stesso concetto si ripete per tutta la canzone, per mettere in risalto la disperata ricerca di emozioni che alla finesi risolvono sempre in un circolo vizioso, quello dell'insoddisfazione più pesante, quello della continua ricerca di emozioni e della continua disillusione di essi. Con “Ann” i toni si smorzano e Iggy Pop ritorna a fare il Jim Morrison, anche per quanto riguarda le liriche: è pura poesia, anche se si intravede sempre in qualche modo la frustrazione di un desiderio che non potrà mai appagare fino in fondo sé stesso (“I looked into your cool cool eyes/I felt so fine, I felt so fine/I floated in your swimming pools/I felt so weak, I felt so blue”, che suona come: “Ho guardato dentro i tuoi gelidi, gelidi occhi/Mi sono sentito così bene, così bene/Ho galleggiato nelle tue piscine/Mi sono sentito così debole, così triste”).
Il tema dell'amore non corrisposto e della disillusione dei desideri insiti nella natura umana ritorna anche nella seguente “Not Right”, nella quale Iggy con il solito tedio pronuncia svogliato le solite rime di desolazione (“I want somehing I want something tonight/But she can't help because she's not right/No, no, no, no/It's always, it's always this way”, tradotto: “Voglio qualcosa, vogli qualcosa questa notte/Ma lei non puoi aiutarmi perchè non è a posto/No, no, no, no/E' sempre, è sempre la stessa menata”). Lo stesso tema conclude anche l'album in un apice di depravazione e degenerazione, quella “Little Doll” in cui Iggy narra il suo massimo momento di realizzazione, una nottata passata con una “bambolina”, una prostituta, unico spicchio di felicità (apparente) in una vita caratterizzata da frustrazioni e insoddisfazioni (“You're the one who makes me sing/Bring happiness and everythin/You're the only real one/A real way to have some fun”, “Tu sei la sola che mi fa cantare/Che mi ha portato felicità e tutto il resto/Tu sei la sola reale/Un modo reale di divertirsi almeno un po'”).
Cala il sipario su questo capolavoro del rock'n'roll più selvaggio e depravato, del punk ante-litteram, ma anche della poesia decadente più intimista fatta musica.
Iggy oggi, dopo quasi quarant'anni, a sessant'anni suonati, è ancora “on the road” ed è sempre più animale da palco: non è un'esagerazione affermare che sia lui il vero re del rock'n'roll.
LINE-UP:
Iggy Pop – voce
Ron Asheton – chitarra
Dave Alexander – basso
Scott Asheton – batteria
TRACKLIST:
1. 1969
2. I wanna be your dog
3. We will fall
4. No fun
5. Real cool time
6. Ann
7. Not right
8. Little doll
